Il mio indicatore personale

Sebastian ha sentito un anello dei campanelli di chiesa di citta che respingono l'ora. La distanza e la nebbia caustica che perfino rimangono su un'erba qui e appeso su rami stravaccanti nudi degli olmi che crescono sugli orli del campo hanno smorzato un suono. Il nuovo giorno e stato impegnato, ma il sorgere del sole non ha portato e caldo, leggero. Sebastian Alistair Saint-Sir, il visconte Devlin, l'unico figlio sopravvissuto e il successore del conte Gendon, si sono appoggiati a un dorso a una parete dell'equipaggio e hanno incrociato mani in un petto, sognante di un letto morbido.
La notte e stata lunga. La notte intera di fumo di sigaro e vapori di brandy, la notte del Faraone e «ventuno», la notte della promessa fatta alla donna con occhi pazzi – promette che non comincera a uccidere chiunque comunque la persona per un incontro con chi e arrivato qui, ha meritato la morte. Sebastian ha buttato indietro la testa e ha chiuso occhi. Senti il canto gentile di un'allodola alla fine lontana del campo e il fruscio vicino di un'erba umida – il suo secondo, il signore Christopher Farrell, cammino su e giu sul bordo della strada indietro avanti. Improvvisamente i passi si sono fermati.
– Forse non sta per venire affatto? – il signore Christopher ha chiesto.
– Will appare, – Sebastian ha risposto, senza occhi iniziali. I passi si sono rinnovati. Avanti e indietro, i talloni schiacciano sulla terra umida.
– Se non e attento, – Sebastian ha notato, – Lei gli stivali zalyapat.
– Si mandano loro all'inferno. Ty e sicuro che Tolbot portera al dottore? Come buon dottore? Forse dovremmo aver preso?
Sebastian ha appeso la testa e ha aperto occhi.

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