Una vita interrotta. Diario 1941- 1943

“Il mio dottore si arrabbia tutte le volte che arrivo da lui con un gran
sorriso sulla faccia, secondo lui è imperdonabile che si rida di questi
tempi.”

Il diario e le lettere degli ultimi due anni di vita di Etty Hillesum,
scrittrice olandese di origine ebraica, vittima dell’olocausto.
Una magnifica testimonianza di uno dei momenti più crudeli e tormentati
della nostra storia, descritto attraverso l’esperienza personale
e la magnifica personalità di una donna sorprendente, ricca di
interessi, caratterizzata da un’intelligenza spiccata e una sensibilità
fuori dal comune.

“Una storia di crescita spirituale tale che poche volte nella vita mi è
capitato di leggere, scritta con una ricchezza interiore e un intreccio
di forme degno dei racconti di Henry James... Un dono meraviglioso”.
New York Times

Etty Hillesum, laureata in giurisprudenza e in Lingua e letteratura
russa, insegnò all’università. Nel 1942, impiegata come dattilografa
presso una sezione del Consiglio Ebraico, decise, forte delle sue
convinzioni umane e religiose, di lavorare nel campo di transito di
Westerbork come assistente sociale. Lei e la sua famiglia, eccetto il
fratello Jaap, morirono in un campo di concentramento.


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