L'uomo dal fiore in bocca: atto unico

Dialogo in un atto, di Luigi Pirandello rappresentato a Roma nel febbraio 1923.In un bar notturno di una piccola stazione, un uomo che si scoprirà condannato a morte incontra un avventore che ha appena perso il treno. Il dialogo rappresenta i due mondi diversi di chi si lamenta delle preoccupazioni quotidiane e chi invece sente venire meno il tempo che la vita gli concede. Un piccolo capolavoro di psicologia pirandelliana che partendo dalla banalità quotidiana esplora l’effimero dell’esistenza alla quale l’uomo dal fiore in bocca si attacca con tutte le sue forze. Uno tra i migliori atti unici dalla mano di uno dei più grandi drammaturghi italiani di tutti i tempi.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Luigi Pirandello

L'umorismo

L'umorismo di

Alessandro D'Ancona, in quel suo notissimo studio su Cecco Angiolieri da Siena, dopo aver notato quanto vi sia di burlesco in questo nostro poeta del sec. XIII, osserva: «Ma per noi l'Angiolieri non è soltanto un burlesco: bensì anche, e più propriamente, un umorista. E qui i camarlinghi della favella ci faccian pure il viso dell'arme, ma non pretendano di dire che in italiano bisogna rassegna...

Ma non è una cosa seria

Ma non è una cosa seria di

Sala da pranzo della Pensione Torretta. – Grande tavola apparecchiata nel mezzo della scena per il pranzo. Altri tavolini con tovaglie e qualche portafiori. Nella parete di fondo, due usci con tende verdi a frange giallo d'uovo; quello a destra è la comune, quello a sinistra introduce nella camera occupata da Grizzoffi. Tra i due usci, monumentale credenza – vecchio arnese di rivendita – con ta...

Mal giocondo

Mal giocondo di

Poco dopo alzata la tela, Giulia, che sta presso la finestra più in fondo, con le spalle al pubblico, a guardar fuori, fa un atto di sorpresa e si ritrae; posa su un tavolinetto il lavoro a uncino che ha in mano e va a chiudere l'uscio a sinistra,in fretta ma cauta, poi attende presso l'uscio comune.

La nuova colonia

La nuova colonia di

La taverna di Nuccio d’Alagna nella calata del porto d’una città marinara del Mezzogiorno. La parete di fondo è divisa in due parti che formano in mezzo un breve angolo. Nella parte sinistra, che rientra in quest’angolo, è inserita un’alta e stinta scaffalatura con polverose bottiglie di liquori, d’ogni colore, allineate sui palchetti. Davanti alla scaffalatura, un banco di méscita, di quelli a...

I giganti della montagna

I giganti della montagna di

Villa, detta «La Scalogna», dove abita Cotrone coi suoi Scalognati.Alto, quasi nel mezzo della scena in quel punto soprelevata, e un cipresso ridotto per la vecchiaia, nel fusto, come una pertica e, su in cima, come una spazzola da lumi.

Il turno

Il turno di

Giovane d'oro, sì sì, giovane d'oro, Pepè Alletto! — il Ravì si sarebbe guardato bene dal negarlo; ma, quanto a concedergli la mano di Stellina, no via: non voleva se ne parlasse neanche per ischerzo.— Ragioniamo!Gli sarebbe piaciuto maritar la figlia col consenso popolare, come diceva; e andava in giro per la città, fermando amici e conoscenti per averne un parere. Tutti però, sentendo il nome...