La Rocca di Orino: monografia

LA ROCCA DI ORINO
Le prime pagine e disegni di questa monografia sulla Rocca di Orino risalgono al 1969: cinquant’anni fa. Perché è passato così tanto tempo da quella prima sintetica stesura?
Le ragioni sono diverse: allora ero un ventenne che non aveva ancora scoperto la vena narrativa e la voglia di scrivere. In secondo luogo, tutto quello che noi quattro amici avevamo fatto, scoperto e vissuto, era stato un gioco, un modo di passare i giorni prima che iniziasse il primo anno dell’Università.
I disegni e le prime pagine che riassumevano quanto visto e scoperto, erano finite un una grossa busta, dimenticata in un mobile, finito in cantina dopo i vari traslochi effettuati in tanti anni.
Ben presto mi ero dimenticato di quell'avventura.

Solo nel mese di agosto del 2018, finalmente, ho deciso di riordinare la cantina ed ho ritrovato nel cassetto del mobile: i miei disegni, le pagine scritte allora, i negativi delle foto e tre stampe 7x10 a colori su carta Kodak e con la data DIC. 69 sul bordo, leggermente sbiadite.

La voglia di riprendere in mano quei ricordi è stata fortissima! Grazie ai negativi ancora integri, ristampare le fotografie è stato un attimo.
Ai giorni nostri è stato facile effettuare ulteriori ricerche e approfondire su internet e in biblioteca quanto oggi è disponibile riguardo la Rocca di Orino. Diversi libri, infatti, sono stati pubblicati dopo il 1980 e li ho consultati presso la Biblioteca Civica di Varese.
Ho potuto prendere visione anche di un interessante filmato girato all’interno della Rocca, per conto della Provincia di Varese e posto in rete nel 2010. È un filmato che parla anche di una porta murata che dava su passaggio sotterraneo ormai perduto… Ebbene confesso che io vidi quel passaggio!
Grazie alle fotografie dei reperti trovati cinquant’anni fa, sono riuscito a coinvolgere anche degli amici vasai specializzati nel riprodurre vasellame decorato medievale. Ho chiesto loro cosa pensavano dei nostri ritrovamenti ed in particolare di un reperto grigio scuro, ricostruito unendo parecchi piccoli elementi trovati da noi nel 1969. L’identificazione è stata veloce e nel testo si presentano i raffronti con reperti museali simili o identici. Purtroppo non ho idea di dove siano finiti i reperti fotografati allora.

Le pagine della monografia sono autobiografiche delle giornate passate a scavare nella Rocca e raccontano le ricerche svolte nel mese di settembre del 1969.
La Rocca, tengo a sottolinearlo, nel 1974 è diventata proprietà della signora Piera Vedani Mascioni che ha iniziato lunghi lavori del restauro. Le esperienze vissute e le fotografie dei nostri lavori sono antecedenti di cinque anni al suo acquisto e riguardano la Rocca di Orino come la trovammo: quasi sommersa da una vegetazione che impediva anche solo il muoversi all’interno del grande recinto murario.
Ultima importante scoperta è stato il rilievo altimetrico della Rocca, effettuato dal Signor Alessandro Coniglio; i dati riportati hanno dato certezza a certe ipotesi che avevamo fatto allora e permesso di completare le elementari assonometrie del 1969, con logica e maggiore cognizione di causa, elencandole con numeri di riferimento e relative legende.
Al lettori auguro una piacevole immersione nello spirito con cui abbiamo vissuto quelle giornate; eravamo quattro ragazzi di vent’anni e forse sarà possibile far rivivere un po’ dell’incoscienza che avevamo a quell’età…

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