Il Regolo Continuo

PRESENTAZIONE a Il Regolo Continuo (Intuito ed ingegno per la messa in opera di un impegno).
L’assillo dato da un lavoro sterile, che impegna nel cercare un più largo consenso di genti al solo scopo di contribuire, prima che alla sua, alla fortuna di quelli che nel palazzo abitano stabilmente, lo porta “a rimettere ogni mandato”, e dare così le dimissioni da qualsiasi incarico che gli fosse prospettato, seguitando volutamente in un suo comportamento del tutto improduttivo e inadeguato.
Le difficoltà che incontra a rientrare in qualche modo nella “norma “, frastagliata da fermi ideali, vengono puntualmente sottolineate nelle lettere all’amico, e per tutta la vita, fino a mostrare come siano indissolubilmente uniti, ancor già prima che partisse, da una passione per le stelle e per le gesta generose di eroi antichi, riuscendo ogni volta che scrive a dedicargli una costellazione, associata ad una leggenda, il cui mito sembra che continuamente lo riguardi o che insegua, per uno strano destino, in ogni sua singola vicenda.
Il confronto costante che ha con il suo ideale, perciò, risulta ogni volta perso, nell’impossibilità di ricalcare i segni, in una nuova realtà che pone nuove convenzioni di fatica, dove una condizione di lavoro, a differenza della prima quantunque estremamente umana, innescata da un circolo vizioso non contempla neppure una religiosa rassegnazione nel procurare sostentamento a coloro che sono stati preposti , in una smania di giustizia, a proteggere gli uomini dai più svariati e probabili nemici.
I potenti, che contrasta con tutte le sue forze, anche e più nell’ipotesi di poter prendere un giorno il loro posto, risultano essere accecati dal successo, perdendo di vista inevitabilmente l’obiettivo nobile di tutelare contro i pericoli coloro che restano a terra, senza più alcuna difesa, a cielo aperto, perché i nemici di questi ora sono, nientemeno, divenuti loro stessi.
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