PENSIERO NON CREDENTE: RIFLESSIONI CRITICHE SULLA FILOSOFIA DI GIULIO GIORELLO E MASSIMO CACCIARI

In questo libro viene svolta una analisi critica del pensiero non credente, con particolare riferimento a Giulio Giorello e Massimo Cacciari; rispetto alla mia precedente opera "Due volti particolari dell'ateismo italiano contemporaneo: Giulio Giorello e Massimo Cacciari (2000 -2015)" la differenza è sostanziale, perché qui si cerca di rispondere alle loro istanze in particolare ed in generale ad alcune di quelle presentate dal pensiero non credente a sostegno della concezione cristiana. Il riferimento ad autori come Cacciari e Giorello è prevalente, ma non esclusivo.
Questo libro è strutturato in quattro capitoli; il primo introduce al tema dell’ateismo ed alla non credenza, esponendolo nelle sue caratteristiche generali; nel secondo capitolo verranno presentati i due autori; nel terzo si procederà alla critica della filosofia di Giorello con riferimento anche a ciò che si può considerare attiguo alla sua concezione filosofica; nel quarto ed ultimo capitolo si svolgerà un lavoro analogo con la filosofia di Cacciari; segue, infine, una conclusione generale dell’opera.
Per permettere uno sguardo significativo al contenuto del libro si riportano alcuni passi significativi:
Per consentire Il materialismo nega sé stesso in modo evidente ogni volta che una persona, magari di dichiarata fede materialista, fa una scelta non in linea, o, addirittura, in contrasto con i propri interessi, magari per generosità, per convinzione o pietà umana. (capitolo terzo)
Credere o non credere alla derivazione scimmiesca del genere umano, è qualcosa che non si distingue troppo da un atto di fede: io ci credo, ma non mi dispiace che se ne dubiti, perché dubitarne è un atto di ulteriore fiducia nella superiore dignità dell’uomo rispetto alla condizione animale. (capitolo terzo)

La dignità della persona umana è un valore assoluto in una società in cui, giustamente, si riconoscono i vari valori presenti in essa come relativi; tuttavia, si tratta di un relativismo che non può non riconoscere il fatto che la dialettica del confronto si sostenga grazie a principi che si presentano come inderogabili, anche per coloro che sono non credenti. (capitolo terzo)

L’inizio non può che coincidere con l’Essere, perché, altrimenti, non sarebbe inizio, ma fine.
Il non essere rappresenta la fine, e la fine è una possibilità che è già presente all’Inizio ma che non è l’Inizio, perché l’inizio non è la fine, anche se ha in sé l’idea della fine. (capitolo quarto)
L’esserci deriva dall’essere sul piano ontologico, in quanto l’esserci è un attributo dell’essere e l’esserci permette all’essere di manifestarsi alla nostra coscienza che lo percepisce proprio in quanto coscienza. (capitolo quarto)
Il nichilismo sostiene una tolleranza solo apparente, ovvero, una tolleranza delle indifferenze, in cui ci si tollera perché non ci si distingue sostanzialmente. (capitolo quarto)
Il nichilismo è portatore di una falsa ed apparente democrazia, cioè, di una democrazia in cui non si è chiamati a scegliere tra opzioni sostanzialmente differenti. (capitolo quarto)
Claudio Cirinei è docente di ruolo presso un liceo Statale di Roma, dottore di ricerca e dirigente sindacale: ha recentemente pubblicato il libro "Due volti particolari dell'ateismo italiano contemporaneo: Giulio Giorello e Massimo Cacciari (2000 - 2015)", sia in ebbok che in cartaceo, sempre su amazon. Tra i titoli posseduti dall'autore di questo libro vi sono i seguenti: dottorato in filosofia conseguito presso l'Università Pontificia Salesiana (dichiarazione di equipollenza rilasciata dal miur nel 2019), licenza in filosofia e scienze antropologiche (Università Pontificia Salesiana); specializzazione ed abilitazione S.S.I.S. in filosofia e storia, (Università di Trento); abilitazione all'insegnamento di filosofia, storia e scienze dell'educazione (Università di Bolzano); specializzazione come docente di sostegno (Università di Trento); Laurea in filosofia (Università "la Sapienza di Roma").

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