Horcynus Orca

"D'Arrigo combina registri linguistici per comunicare qualcosa che nessuno prima aveva pensato sulla vita." dall'introduzione di Walter Pedullà L'odissea di un giovane eroe moderno, 'Ndrja Cambrìa, marinaio della fu Regia Marina, che dopo l'8 settembre 1943 cerca di tornare in Sicilia, percorrendo a piedi le coste della Calabria fin sullo Stretto di Messina per arrivare a Cariddi, dove vive il padre dopo la scomparsa della madre. È Ciccina Circé, "femminota" contrabbandiera di sale, incantatrice, creatura ambigua e sensuale, a traghettarlo sulla sponda siciliana stregando le fere del mare che li aiutano nella navigazione. Dal ricongiungimento con il padre che stenta a riconoscerlo alla scoperta dell'Orcaferone, il mostro che terrorizza le fere del mare e i pescatori, tra ricordi dell'infanzia e sogni stralunati, Horcynus Orca evoca un mondo mitologico e onirico, dove morte e amore si confondono in una sperimentazione linguistica unica e continua che si muove e si gonfia come le onde del mare. Con un saggio critico di Walter Pedullà

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La lingua del mareIl Consigliere Letterario

Nei disegni di un arazzo splendido e labirintico tessuto per quasi 1.300 pagine D’Arrigo non offre risposte, non dona verità, non concede tregue; tutto quel che fa è scrutare il mistero dell’essere umano, dell’essere vivo, del nascere e del morire, dipingere un mondo prossimo al tramonto definitivo. Continua…

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