Morire

In questo romanzo breve pubblicato nel 1895, Schnitzler descrive l’ultimo anno di vita di Felix, affetto da un male incurabile. Marie, la fidanzata, incapace di affrontare una perdita che diviene giorno dopo giorno sempre più imminente, giurando che la sua vita non avrebbe senso senza di lui, promette all’amato, quando giungerà il momento, di darsi la morte, accompagnandolo nel suo ultimo viaggio.

Quanta sincerità vi è in un simile giuramento, espresso quando ancora la speranza non è del tutto perduta, e quanto, nel diniego del morente, si rivela pura, egoistica manipolazione? Cosa avrà realmente in serbo il destino per la giovane Marie?

“Disprezzare la vita quando si è in perfetta salute, guardare serenamente in faccia la morte, quando si viaggia per l’Italia e tutto intorno a noi ridonda di vita non è che una commedia (…). Bisogna essere condannati a morte, come un delinquente, o come me, per rendersi conto di ciò che realmente significhi”.

Arthur Schnitzler (1862-1931) è stato uno scrittore, drammaturgo e medico austriaco. Tra le sue opere ricordiamo: Girotondo (1900), La signorina Else (1924), Doppio sogno (1926) e Fuga nelle tenebre (1931).

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