La crisi di Suez e la destra nazionale italiana

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La crisi di Suez e la destra nazionale italiana
Autore
Matteo Luca Andriola
Editore
GoWare
Pubblicazione
23/02/2020
Categorie
Difenderemo il Canale di Suez con il nostro sangue e le nostre armi. Risponderemo all’aggressione con l’aggressione, al male con il male.
Gamal Abdul Nasser
La crisi di Suez è stato uno dei primi drammatici episodi della Guerra fredda. Il 26 luglio 1956 il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser nazionalizza la Compagnia universale del canale di Suez. È l’inizio di una crisi culminata con una guerra che vedrà il ridimensionamento del ruolo delle potenze coloniali europee come Francia e Inghilterra a vantaggio degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica.
Come reagì alla crisi la destra nazionale italiana? L’autore ricostruisce accuratamente le posizioni di un’area magmatica come quella della destra italiana. Un’area divisa fra i sostenitori del terzaforzismo filoarabo e gli occidentalisti. I primi vedevano in Nasser un “Mussolini egiziano”, che incarnava l’ideale fascista dell’Islam. Gli occidentalisti vedevano nel gesto nasseriano e nella decolonizzazione un segno inequivocabile dello spengleriano “tramonto dell’Occidente”.
Due chiavi di lettura che influenzeranno l’identità della destra italiana, e che avranno delle non trascurabili ricadute sull’atteggiamento della destra verso la crisi del Medio Oriente. Come pure del suo rapporto con Israele, il mondo arabo e l’America.
Un libro che narra con attenzione, scrupolo e imparzialità una vicenda trascurata dagli studi storici.

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