Nessuna croce manca

Taranto, fine anni Ottanta. Claudio, Dindo, Gorgo e Chiodo sono amici. Frequentano il liceo, lo stadio, la sezione del Movimento sociale italiano. Le loro storie sono la Storia più recente della destra italiana. Una giovinezza passata all’ombra degli impianti cancerosi dell’Ilva, fra uno scontro in curva e una riunione studentesca, con il sogno comune di riuscire ad andare in macchina a Berlino, per vedere crollare il Muro e vivere in prima persona la sconfitta del nemico.
Senza accorgersi, però, che il nemico peggiore è il tempo, che li dividerà e gli farà intraprendere strade molto diverse. Alcuni continuano a studiare, altri si perdono, finendo per estremizzare le proprie convinzioni, altri le perdono del tutto, decidendo di vivere la propria esistenza in maniera più placida. Ma le vicende politiche continuano a susseguirsi, tra le monetine dell’Hotel Raphael e la candidatura di Fini al Campidoglio, tra la caduta dei potentati DC e il confronto campale del congresso di Fiuggi.
Nessuna croce manca è la storia di tutte le sconfitte che ancora bruciano sulla pelle di una generazione. Una generazione sbagliata e sempre perdente, fatta di giovanissimi reduci già disillusi da ogni cosa.


«Scriviamo volantini e facciamo casini per battaglie così lontane che nemmeno la scoreggia dei nostri urli arriva a destinazione, lo sai questo, sì? Ne sei consapevole? Mi chiedo se non facciamo politica per dare soddisfazione a noi stessi e basta.»

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