WATCHDOGS: TRILOGIA LATINA III

Il romanzo chiude la trilogia formata da “Derive” e da “Washing Machines”. Può essere letto a sé stante, ma apprezzato pienamente dopo la lettura dei due precedenti.

La vicenda, che si dipana tra Miami, i Caraibi ed il Perù, tra Ginevra e Washington, riguarda la trasformazione che un cartello colombiano del narcotraffico subisce per effetto della lotta che gli investigatori elvetici ed americani conducono seguendo il denaro. Il protagonista, uno dei due capi del cartello, ha deciso di abbandonare il narcotraffico e si trova nella delicata fase in cui deve reinvestire il denaro sporco in attività legali. L’altro capo, invece, sceglie di continuare l’attività tradizionale, ma è costretto a spostare le coltivazioni dalla Colombia in Perù. Ma quest’ultimo viene colpito ed ucciso a tradimento dagli Americani e si apre così una lotta interna alla successione ed una contesa per la divisione dell’eredità del cartello. Alla rivalità, che inizialmente aveva visto confrontarsi i criminali da un lato e le forze di polizia dall’altro, presto si sovrappone il conflitto intestino, tra chi ha scelto la svolta verso le attività legali e chi invece è rimasto fedele al vecchio modello di business. In mezzo sta letteralmente una montagna di dollari contesi che più volte passano di mano.
Entra dunque in gioco un confronto che non è solo di mezzi materiali, ma soprattutto di culture differenti: da un lato la mentalità mercantilistica, duttile, dall’altra quella rigida della semplice conservazione.
Parallelamente emerge anche il differente approccio alle indagini della polizia elvetica, più attenta al rispetto di norme e procedure e quella americana che tende invece a prevaricare pur di ottenere il risultato voluto.
Sullo sfondo il ruolo non secondario delle banche, da un lato attratte dalla possibilità di potere ricevere il denaro sporco in gestione ma dall’altro timorose di macchiarsi del reato di riciclaggio.
Il protagonista, eroe negativo, ma eroe, si muove bene su tutti gli scacchieri e riesce a sfuggire a tutti gli attacchi completando l’impresa. Ma non per sé.
La narrazione è avvincente ed il ritmo incalzante: si legge d’un fiato.

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