L'importanza di chiamarsi Ernest

L’importanza di chiamarsi Ernest, messa in scena per la prima volta a Londra il 14 febbraio 1895, è una delle commedie più rappresentate al mondo.
Jack, il protagonista, per sfuggire alla noia della vita campagnola, si rifugia nella mondanità londinese con il falso nome di Ernest. Andato in visita a casa di Algernoon, un suo compagno di scorribande, gli rivela di essersi innamorato di sua cugina Gwendolyn, che pare corrispondere i suoi sentimenti. A seguito dell’opposizione della madre di lei, Jack torna in campagna, dove viveva insieme alla sua protetta, la diciottenne Cecil, per scoprire che Algernoon, anticipatolo, è riuscito a sedurre Cecil presentandosi sotto le mentite spoglie del fratello immaginario di Jack, Ernest. Quando viene raggiunto da Gwendolyn, fuggita di casa per coronare il suo sogno d’amore, la verità sulla reale identità dei due viene a galla e le due ragazze, divenute amiche, decidono di vendicarsi.
La commedia seguita fino al colpo di scena finale, grazie al quali tutti, compresa Augusta, potranno dirsi soddisfatti.

Oscar Wilde (1854 – 1900) fu uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Tra le sue opere, i racconti Il fantasma di Canterbury (1887) e Il delitto di Lord Arthur Savile (1891), il romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1891) e le opere teatrali Salomè (1893), Un marito ideale (1895), Una tragedia fiorentina (postumo, 1908).

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