Corse di tappi e guerre di bottoni

C’è un paese che come tutti i paesi custodisce gioie, bellissimi ricordi di estati passate, infanzie lontane e singolarità. Il giovane Antonio vi ritorna sempre con piacere e stavolta c’è sua cugina che si sposa. Durante una passeggiata notturna che lo porterà sul vecchio ponte fascista, Antonio respirerà l’anima di antiche costruzioni e apprezzerà di più la figura di un vecchio zio burbero a lui omonimo. Così, mentre il matrimonio va svolgendosi, si srotola anche il canovaccio del passato, che spiega le parentele e gli intrecci che hanno reso possibile la creazione della famiglia di cui Antonio fa parte e che riflettono su sofferenze e amori che solo i vecchi luoghi custodiscono. Ci sono meriti da riconoscere nelle tante vite che scorrono, s’incontrano e s’intrecciano nelle vie dei vecchi paesi fatti di silenziosi ruderi e grida di piazza e fruscii di fontane. Poi però, tutto questo rischia di essere spazzato via, perché il ricordo si perde di fronte all’arrivo del terremoto che distrugge e appiattisce.

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