La guerra dei nostri nonni (nuova edizione illustrata): 1915-1918. Dalla strage alla vittoria, da Caporetto al Piave. Nuova edizione illustrata

Compra su Amazon

La guerra dei nostri nonni (nuova edizione illustrata): 1915-1918. Dalla strage alla vittoria, da Caporetto al Piave. Nuova edizione illustrata
Autore
Aldo Cazzullo
Editore
MONDADORI
Pubblicazione
27/03/2018
Categorie

Per il centenario di Caporetto sono usciti libri a decine. Sul Piave e sul Grappa neanche uno. La sconfitta ci ispira. Ci raccontiamo di aver perso anche le poche guerre che abbiamo vinto. Oppure ci rifugiamo nella retorica, come il mito della «Razza Piave», caro al secessionismo veneto; ma sul Piave accanto ai veneti morirono lombardi e lucani, napoletani e genovesi.

Certo, la guerra del '15-18 è stata un'immane carneficina. Era meglio non farla. L'Italia avrebbe dovuto restarne fuori. Invece fu decisa con un colpo di Stato che esautorò il Parlamento, e fu condotta in modo sbagliato quando non criminale. Il tradimento delle classi dirigenti però non toglie nulla al sacrificio dei nostri nonni. Anzi, lo rende se possibile ancora più valoroso.

Della Grande Guerra ci resta il Piave. Con il 1918, dopo Caporetto, il conflitto cambia segno. Si tratta di difendere la patria, di badare alla terra, di proteggere la famiglia, di evitare che pure alle altre donne italiane venga fatto quello che stavano subendo le friulane e le venete al di là del fiume. Fu allora che i nostri nonni, fanti contadini, salvarono il Paese, e con il Paese noi, loro discendenti.

L'Italia nacque allora. Nelle trincee. Sul Grappa e sul Piave. Eravamo un popolo giovane. Non ci capivamo neppure tra di noi: ognuno parlava il suo dialetto. Potevamo essere spazzati via; dimostrammo di essere un popolo, una nazione. Questo sì lo possiamo festeggiare, lo dobbiamo celebrare, abbiamo il dovere di ricordare. Perciò il 4 novembre 2018, centesimo anniversario della vittoria dei nostri nonni, dovrebbe tornare a essere festa nazionale. Un po' come il 17 marzo 2011, centocinquantesimo anniversario dell'unificazione, che fu molto sentito: segno che noi italiani siamo più legati all'Italia di quanto pensiamo, soprattutto quando la storia nazionale incrocia la storia delle nostre famiglie.

Lo prova anche il successo di questo libro, che dopo aver venduto oltre 200 mila copie torna in edizione illustrata, impreziosita da un ricco inserto di fotografie rare e in parte inedite e da una nuova introduzione. Metà dei capitoli sono dedicati a storie di donne; perché l'Italia non avrebbe mai vinto la Grande Guerra senza le italiane, che mandarono avanti le fabbriche e le città, dimostrando di saper fare le stesse cose degli uomini, magari meglio.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione

Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di Aldo Cazzullo

Il posto degli uomini: Dante in Purgatorio dove andremo tutti

Il posto degli uomini: Dante in Purgatorio dove andremo tutti di Aldo Cazzullo

«I nostri nemici finiranno all'Inferno; le nostre mamme in Paradiso; ma a noi un po' di Purgatorio non lo leva nessuno. Per questo il Purgatorio è il posto degli uomini, dove andremo tutti. Meglio sapere per tempo quel che ci aspetta. Dante stesso pensava di finirvi da morto, nel girone dei superbi...». Aldo Cazzullo prosegue il viaggio sulle orme del «poeta ...

Giuro che non avrò più fame: L'Italia della Ricostruzione

Giuro che non avrò più fame: L'Italia della Ricostruzione di Aldo Cazzullo MONDADORI

Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu Via col vento . Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di...

Mussolini il capobanda: Perché dovremmo vergognarci del fascismo

Mussolini il capobanda: Perché dovremmo vergognarci del fascismo di Aldo Cazzullo

«Cent'anni fa, in questi stessi giorni, la nostra patria cadeva nelle mani di una banda di delinquenti, guidata da un uomo spietato e cattivo. Un uomo capace di tutto; persino di far chiudere e morire in manicomio il proprio figlio, e la donna che l'aveva messo al mondo». Comincia così il racconto di Aldo Cazzullo su Mussolini. Una figura di cui la maggioranza ...

Le italiane

Le italiane di Aldo Cazzullo

Possa il mio sangue servire VINTAGE: Uomini e donne della Resistenza

Possa il mio sangue servire VINTAGE: Uomini e donne della Resistenza di Aldo Cazzullo

La Resistenza a lungo è stata considerata solo una "cosa di sinistra": fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i "ragazzi di Salò". Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; &...

Quando eravamo i padroni del mondo: Roma: l'impero infinito

Quando eravamo i padroni del mondo: Roma: l'impero infinito 1 di Aldo Cazzullo

L’Impero romano non è mai caduto. Tutti gli imperi della storia si sono presentati come eredi degli antichi romani : l’Impero romano d’Oriente; il Sacro Romano Impero di Carlo Magno; Mosca, la terza Roma. E poi l’Impero napoleonico e quello britannico. I regimi fascista e nazista. L’impero americano e quello virtuale di Mark Zuckerberg, grande ...