Stradario Storico Della Città di Agrigento: da una via, una storia (Storia di Agrigento Vol. 4)

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Stradario Storico Della Città di Agrigento: da una via, una storia (Storia di Agrigento Vol. 4)
Autore
Elio Di Bella
Pubblicazione
19/04/2018
Categorie
Salendo per la ripida via Bac Bac, ad Agrigento, per raggiungere la Cattedrale, si passa per la piazza detta Bibbirria e si ha tutto il tempo camminando lemme lemme di chiedersi il significato di quegli strani toponomi. A me è successo da ragazzo e ho chiesto ad un negoziante di frutta e verdura del chianu Lena il significato del termine Bac Bac e Bibbirria, ma questi ha preferito offrirmi una mela piuttosto che darmi qualche soddisfazione.
E siccome le domande vengono una dopo l’altra come le ciliegie, quando affrontai la scala che da Piazza Marconi mi permetteva di arrivare celermente in via Manzoni dove abitavo, ritrovandomi in via Nicone, pensai: “ma chi era Nicone? Agrigentino o Greco? Povero o ricco?
Questi e altri interrogativi si affollarono nella mia mente di “schiffarato” liceale giurgintanu, invidiando in quel momento i tanti agrigentini che passeggiavano per la via Atenea e per e altre strade della città beatamente ignari di chi fosse stato quel tale a cui questa o quell’altra via è da secoli intestata.
Ma ogni tentativo di sfuggire a quelle domande fu inutile perchè assolutamente insopportabile mi apparve quella mia straordinaria ignoranza su Nicone, sulla via Bac bac, sulla Bibbirria.
Come potevo vivere da tanti anni ad Agrigento - città in cui sono nato - e non sapere proprio nulla su Nicone, su Pino d’Agrigento, su Filino, su Damareta e su tutti quegli altri a cui gli Agrigentini hanno dedicato varie altre ripide salite e scalinate?
Ad ogni gradino, infatti, che tornai già l’indomani ad affrontare per arrivare da via Callicratide in via Empedocle, dove c’era il mio Liceo mi sovveniva la denominazione di qualche altra via, di un vicolo, di una piazza e quindi un nome ed un cognome, un qualche evento ad essi collegati, su cui avevo solo vaghe notizie (o nessuna!). Conoscevo Empedocle grazie allo studio della Filosofia, ma non Callicratide. Andavo con mio padre allo stadio Esseneto a tifare per l’Akragas, la squadra di calcio di Agrigento, senza sapere chi fosse questo tale signor Esseneto.
Questo libro nasce da una ricerca condotta proprio a partire da quegli insistenti interrogativi, fastidiosamente affiorati già in quegli anni giovanili e lo offro innanzitutto agli Agrigentini affinché aprendo questo libro scoprano di aprire una pagina di storia agrigentina attraverso le vicende degli illustri personaggi e degli eventi che le strade, le piazze, i viali, i vicoli agrigentini raccontano. Strade che ci ricordano una vita spesa nella lotta per liberare la nostra città da dominazioni straniere, nell’impegno politico per meglio amministrare la Città dei Templi, nell’attività culturale ed artistica per far crescere in sapienza e bellezza popoli e contrade, dentro un convento del centro storico o un catoio del Rabato. Ci parla soprattutto, questo libro, di uomini e donne che hanno anche sofferto molto per rendere migliore la città di Agrigento e la qualità della vita dei suoi abitanti.
Le strade della città li ricordano, ma non vanno dimenticati dai contemporanei.
Oltre che figurare nella toponomastica, questi insigni Agrigentini devono appartenere alla nostra memoria individuale e collettiva e alle nostre coscienze.
E’ doveroso ricordarli, ma per ricordarli occorre conoscerli e questo libro spero serva a tale a tutto questo.


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