MAFIA E MAFIE: COSA NOSTRA E LA DOTE VINCENTE: Aristocrazia prima e borghesia mafiosa poi: la nascita e il lungo cammino Stato-mafia dal Risorgimento alla Seconda Repubblica

Cos’è la mafia? Qual è la caratteristica, il genoma che le ha permesso di sorgere, prosperare e perdurare nei secoli? Cosa nostra è la “regina” nell’immaginario storico e culturale mondiale della malavita organizzata. Essa è profondamente cambiata, ma non mutata nel corso del tempo: trapassando e mai estinguendosi allo spirare da un millennio all’altro; alle forme di Stato e governo succedutesi; alle culture, al mutare dell’economia, della società, della finanza e del mondo ora sempre più connesso e globalizzato. Quali sono (state) le sue caratteristiche dirimenti e “speciali”? Chi è, se v'è, l’ereditiera del suo impero? C’è mai stata trattativa tra lo Stato e la mafia? Non è forse corretto parlarne al plurale: trattative?
La "dote" della mafia in generale e Cosa nostra specificatamente è il suo intimo e talora originario carattere di potere, con il Potere. Essa non è componente reietta della società ma sua crème.

La lettura si incentrerà sulla storia, quella più atavica e finanche oscura sino ad ingiungere alla cronaca; proseguirà con valutazioni di carattere intellettuale e letterario di Autori ed opere diverse per quanto non riflettute (Franchetti, Manzoni, Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Verga: cosa hanno in comune e che c’entrano colla mafia?).
Infine alcune chicche: l’intervista (inedita) al magistrato Armando Spataro; la recensione sul videogame Mafia: II, che all'epoca non poco fece discutere e un breve brano in inglese per rendere tributo all’italo-statunitense Joe Petrosino.

La dote era l'insieme di beni che la famiglia della sposa conferiva allo sposo con il matrimonio. Qual è quindi questa dote? Ma soprattutto: chi è il nubendo? Si spera solo non sia (stato) lo Stato.

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