La Decima Legione - vol. III: Tito Flavio, Console romano

Questo non è solo un romanzo, ma una vera e propria immersione nella storia, nei vicoli della Roma imperiale, in un momento non proprio felice, in cui le alleanze politiche erano in continuo cambiamento. In particolare trovo che la scrittrice abbia reso molto bene l’immagine della Domus Aurea di Nerone. Io, personalmente, non avevo mai capito quanto potesse essere grande e magnifica. Il libro è disseminato da molte parole in latino, scritte in grassetto, come se Maria volesse catturare la nostra attenzione su questa antica lingua, dimenticata ormai e molte volte un po’ bistrattata. Si sentono moltissime volte frasi del genere “ Che serve il latino? Ormai non lo parla più nessuno! “. Io credo che non sia così, è vero che non lo parla più nessuno, ma addirittura arrivare a dire che non serva, mi sembra un po’eccessivo. Mi mancano un po’ le versioni, soprattutto la letteratura latina Ovidio, Cicerone, Catullo, il comporre frasi, anche se di latino non sono mai stata una cima. Quindi, ho apprezzato molto che Maria abbia voluto usare il grassetto per le parole latine, come a volerci ricordare che quello è il nostro passato, che noi arriviamo anche da lì. Un particolare che non mi sarei mai aspettata sulla Roma antica, riguarda le terme. Ho sempre creduto che fossero un posto piacevole, in cui potersi rilassare, invece, si parlava anche là di politica (la domanda che sorge spontanea ad un certo punto del libro è: ma dov’è che i Romani non parlavano di politica?). Sì pure là e bisognava sempre prestare attenzione a ciò che si diceva perché c'erano orecchie e bocche traditrici ovunque. Un altro particolare che mi ha sorpreso è stata la presenza di donne nelle arene. Ho sempre creduto che i giochi fossero una prerogativa maschile e che le donne non combattessero, ma non era così. Per non parlare dei diversi scenari che mettevano in piedi per i combattimenti, da battaglie navali a cacce nella savana. Stupisce anche il ruolo quasi inesistente del Senato in quel periodo, impaurito e preoccupato solamente di non inimicarsi l’imperatore di turno più che di far rispettare le leggi. Anche la morte di Nerone fa molto riflettere, gli rimangono accanto solo pochi fedelissimi, tutti gli altri gli hanno voltato le spalle e devo dire che mi ha fatto un po’ pena. Come un po’ stupisce, ma non troppo, la folla che prima ne vuole la morte e poi dopo lo rimpiange, decretando vari suoi avvistamenti sia a Roma sia nella provincia. Si parla anche dei cristiani, che a quel tempo incominciavano a farsi conoscere e non avevano una buona fama, soprattutto fra i più tradizionalisti dei romani, anche se molti avevano incominciato a vedere in questa religione una valida alternativa ai soliti Dei. Non bisogna credere però che “ La Decima Legione “ parli solo di combattimenti, guerra, rivolte, politica e giochi nell’arena, ci sono anche varie storie d’amore che nascono, s'intrecciano e si susseguono. Hai appena finito per tifare per quella coppia che subito ne sta sbocciando una nuova e non sai più quale prediligi. Lo consiglio caldamente e devo dire che per adesso non c’è un libro che non mi sia piaciuto di Maria Pace.

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