Racconti di mare e di terra

Il libro prende le mosse dal terremoto del 28.12.1908 che rase al suolo la città di Messina mietendo oltre 80.000 vittime. Dei Messinesi rimasti ben 10.000 presero la strada dell’esodo emigrando in Francia, in Germania, in Belgio, mentre molti salparono per le Americhe raggiungendo i parenti partiti prima in Argentina e negli U.S.A. Ma quello del terremoto è per l’autore l’occasione per parlare della sua Messina, della quale rievoca fatti e vicende del passato, parla delle sue bellezze paesaggistiche, del suo porto naturale che racchiude come in un abbraccio la città e dell’incantevole panorama dello stretto sul quale forse un giorno sorgerà il ponte ad una sola campata più lungo del mondo! Gettate queste basi, inizia la trama del libro che ha per protagonista un giovane del quale sono narrate vicende della sua fanciullezza in quei lontani anni 20 del 900 e avventure spensierate in compagnia di un manipolo di amici per la pelle. Intraprende poi un incredibile viaggio a piedi in quei difficili anni 30 nel corso del quale risale lo stivale fino a raggiungere la Capitale passando per le paludi pontine dove ha modo di vedere il Duce, venuto a festeggiare l’avvenuta bonifica di quel territorio infestato dalle zanzare malariche e da lì si porta fino a Civitavecchia da dove comincia i suoi viaggi per mare che lo porteranno via via in Sardegna, in Spagna e poi,fuori del Mediterraneo, attraverso il Mar del Nord, in un viaggio pericolosissimo, fino a Rotterdam, per raggiungere infine con l’ultimo viaggio intercontinentale, memorabile e pieno di storie avvincenti, la lontana Argentina.

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