Notte, giorno e notte (Fabula)

Szczypiorski è un maestro della narrazione polifonica, come già sanno i lettori della "Bella signora Seidenman". E in questo romanzo si direbbe che abbia spinto la sua arte all’estremo: parlano molte voci – un ebreo addetto ai crematori di Auschwitz, un ufficiale nazista, un funzionario della polizia politica, un burocrate del Partito, un militare dei Servizi speciali sovietici, un perseguitato del regime comunista, una donna «bella come la Polonia», oltre a una folla quasi anonima di «figli delle tenebre» –, voci che rievocano quello che hanno visto, compiuto e subìto nei decenni cruciali fra l’insorgere della pestilenza nazista e il crollo dei regimi staliniani, anni che si presentano tutti come altrettante varianti dell’orrore. E dal magistrale intreccio delle loro febbrili, tormentose deposizioni, che si smentiscono e al tempo stesso si confermano a vicenda, pare a tratti di scorgere – per lampi e squarci, come dal finestrino di un treno lanciato nella tenebra del continente – un paesaggio di macerie, e insieme il profilo del tempo, non ancora concluso, in cui «vi era solo la Storia, insaziabile e sinistra».
"Notte, giorno e notte" è stato pubblicato per la prima volta nel 1991.

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