IL GUARITORE DEI RIMPIANTI

Genova, 31 dicembre 2015. Francesco Raggi è un arredatore d’interni quarantacinquenne, felicemente sposato con Rosy, psicologa e madre di una bambina di sei anni, Penelope; chiude l’idilliaco ed apparentemente solidissimo quadro famigliare Bibo, un dolce, fedele e vivacissimo cane meticcio, adottato al canile comunale praticamente appena nato, circa sette anni prima. Come da abitudine consolidata nel tempo la coppia, insieme a figlioletta e cagnolino, festeggia la fine dell’anno vecchio e il principio di quello nuovo ospite di due cari amici di lunga data, Carlo e Patrizia, che a loro volta hanno invitato altri storici “compagni di merende”. La serata pare scorrere come sempre fra chiacchiere, sorrisi, panettoni e sbadigli, in attesa del conto alla rovescia prima della mezzanotte; ma l’arrivo di un uomo misterioso e sconosciuto alla maggior parte dell’allegra compagnia, lo scienziato Hermes De Belli giunto in casa pochi minuti prima del brindisi grazie alla recente amicizia con Max, uno dei presenti, finisce per cambiare e rendere più interessante quell’incontro festoso ma banale. Francesco però, poco dopo gli auguri e gli abbracci di rito accusa un malore improvviso e perde i sensi. Al risveglio si ritrova nel proprio letto, la mattina del tredici di giugno 2016. Sconvolto per quella scoperta poiché non ricorda nulla dei sei mesi successivi alla festa di fine anno 2015, come se davvero fosse rimasto addormentato per tutto quel tempo, ne fa subito dopo una ancora più terribile e, almeno per lui, drammaticamente inspiegabile: quando infatti chiede alla moglie del suo affezionatissimo Bibo, lei, stupita ma altrettanto sicura, risponde che non è mai esistito un cane nella loro oramai quasi ventennale famiglia…

Amore e moderna tecnologia, con quest’ultima sempre più stupefacente e straordinaria quanto più invadente ed inquietante, sono le due facce di una stessa storia, all’interno della quale appunto, futuristiche terapie medico - psichiatriche e immortali sentimenti romantici ed appassionati si intrecciano senza sosta, scambiandosi a turno l’intricato e misterioso “bandolo della matassa” della vicenda narrata che fin da subito, attraverso l’anticipata ed apparentemente assurda “sparizione” del cane del protagonista, assume i toni del thriller psicologico a tutti gli effetti, inserito in un contesto di equilibri sottilissimi fra realtà ed immaginazione, che si “risolve” (forse) solo con la lettura dell’ultima pagina.

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