Il Quattrocento - Arti visive (42)

Nel suo momento più alto la civiltà figurativa del Quattrocento ha due polarità preminenti: Firenze e le Fiandre, che corrispondono a due visioni del mondo che dialogano, interagiscono ed elaborano un pensiero culturale che investe Spagna, Francia e mondo occidentale, nell’ambito di un Rinascimento che parla una lingua europea. È a Firenze, ad apertura di secolo, che si attua il punto di svolta per le arti figurative, con l’attitudine razionale e scientifica nella resa prospettica dello spazio e dei corpi e dunque l’introduzione di un metodo matematico per la rappresentazione, su due dimensioni, dello spazio tridimensionale. Insieme all’applicazione delle leggi della geometria euclidea, la nuova visione prospettica, sperimentata da Brunelleschi e teorizzata da Leon Battista Alberti, introduce il principio del rapporto armonico e proporzionale fra le parti e il tutto, in nome di una concezione antropomorfica dell’universo, in cui l’uomo è misura delle cose. Se l’arte italiana si distingue così per artisti di primo livello da Beato Angelico a Domenico Veneziano, da Paolo Uccello a Piero della Francesca, e ancora Donatello, Mantegna, il Pollaiolo, Filippino Lippi e Botticelli, dall’altra parte le Fiandre rielaborano la prospettiva italiana sulla maestà delle cattedrali della Francia Medievale, con una colorazione favolosa e arcana, testimoniata dalle miniature del Fouquet e dalla luminosità delle opere di Jan van Eyck e Rogier van der Weyden. In questo ebook viene così percorsa l’arte del Quattrocento intessuta nel dialogo fecondo tra l’Italia e le Fiandre, che con Petrus Christus e Antonello da Messina giungerà alla sintesi più compiuta delle due culture.

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