Uno, nessuno e centomila

« Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch’io possa conoscervi, se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? È forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo »Vitangelo Moscarda, è un individuo ordinario, che ha ereditato dal padre una fortuna e vive senza troppo interrogarsi sulla sua condizione. Un giorno, guardandosi allo specchio, scopre che la gente, compresa sua moglie e i suoi amici più intimi, hanno di lui un’immagine completamente diversa da quella che lui aveva associato a se stesso fino a quel momento. Anzi, si rende conto che gli altri non hanno una sola immagine di lui, ma una serie infinita di immagini sempre cangianti. Da questa scoperta agghiacciante Moscarda decide di risalire alla sua vera identità, di scoprire ossessivamente chi è davvero, al di là di come lo rappresentano gli altri. Ultimo romanzo di Pirandello, senz’altro uno dei più complessi, ‘‘Uno, nessuno e centomila’’ è un’acutissima riflessione di portata universale sulla condizione umana e cerca di rispondere alla domanda: « Chi siamo? ».

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