Da Libio Severo ai Paleologo: Ricerche storiche sul Salernitano (Poseidonia)

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Da Libio Severo ai Paleologo: Ricerche storiche sul Salernitano (Poseidonia)
Autore
Fernando La Greca
Editore
Licosia
Pubblicazione
29/12/2017
Categorie
Fra gli argomenti trattati nel volume troviamo: Libio Severo, un imperatore lucano; cartografia storica del Salernitano; i terremoti in Campania nell’antichità; i Paleologo da Costantinopoli a San Mauro Cilento; il Golfo di Policastro in età greco-romana.

"Nella Chronica di Cassiodoro, per l’anno 461, è segnalata la presa di potere in Occidente dell’imperatore Libio Severo, successore di Maioriano (457-461), con la precisazione «natione Lucanum», originario della Lucania. Libio Severo regna dal 7 luglio 461 al 25 settembre 465. L’origine lucana («de Lucaniis») è accennata anche nella Chronica Gallica del 511 Alla Lucania rimandano inoltre alcuni versi di Sidonio Apollinare. Dice Sidonio, nel panegirico di Antemio, successore di Libio Severo:
«Ha incrementato l’Augusto Severo, per legge di natura,
il numero degli dèi; quando l’Enotria lo ha visto
da poco caduto, dalle rupi dell’alto Appennino
si è diretta verso le case di vetro dell’azzurro Tevere.
Non ha le guance chiuse dall’elmo, né la stringe a cerchio
la corazza con la forza delle maglie intrecciate
ma è a capo scoperto. Dai capelli partono tralci
che portano grappoli, nella fronte racchiude molte città fortificate,
e dalle spalle ben fatte e dalle braccia splendenti
pendono collane che cingono la sopravveste piena di gemme.
Avanza più lenta di un vecchio, e piega le membra venerande
sostenendole, come ad uno scettro, ad un olmo coronato di pampini.
E tuttavia l’accompagna l’Abbondanza: dovunque si avvicina,
con il suo incedere feconda la strada, e scortando il suo cammino
la lieta Vendemmia sparge rugiada sulle gravide piante».

(...) L’imperatore Libio Severo è ora morto, per legge di natura, quindi per anzianità, ed è ormai un divus, secondo la tradizione romana. Nell’immagine poetica, l’Enotria, saputa la notizia, si dirige verso Roma.
Qui, nella personificazione dell’Enotria, più che l’Italia in generale, sono da vedere le regioni meridionali, e si conserva il ricordo dell’antico territorio degli Enotri, ossia dell’antica Lucania, che ha dato i natali all’imperatore. Si accenna a delle città fortificate (oppida).
Ma l’Enotria non si presenta come guerriera, non veste elmo e corazza: ella è pacifica, anziana, e si veste dell’abbondanza produttiva della terra, e in particolare della Lucania: tralci, viti, olmi coronati di pampini, richiamando la vendemmia e il vino.
Il tema dell’abbondanza ci riporta alla tradizionale ricchezza produttiva della Lucania, attestata dall’operetta geografica del IV sec. Expositio totius mundi: la Lucania è una regione ottima e ricca di ogni bene, che esporta molto lardo, in quanto i suoi monti abbondano di animali e di pascoli.
Il vino lucano, nel tardo impero, fu oggetto di prelievo fiscale, secondo le disposizioni del Codice Teodosiano: Lucani e Bruzi erano obbligati a far pervenire a Roma una certa quantità di lardo e carne suina (prodotto lucano rinomato)...

FERNANDO LA GRECA è Ricercatore confermato di Storia Romana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, e Professore aggregato di Storia Romana e di Antichità Romane. La sua produzione scientifica verte su temi quali le divinità romane astratte, la filosofia e la politica a Roma al tempo dei Gracchi, Paestum romana e la sua riscoperta, storia e risorse economiche della Lucania antica, la cartografia storica del Mezzogiorno d’Italia, le tradizioni romane nella dialettologia e nel folklore.

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