UCCIDETE LO ZAR!: Lo sterminio dei Romanov (Pipistrello di Giada Vol. 1)

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UCCIDETE LO ZAR!: Lo sterminio dei Romanov (Pipistrello di Giada Vol. 1)
Autore
Luciano Garibaldi
Editore
Gingko edizioni
Pubblicazione
03/10/2018
Categorie
Presentazione di Matthew Dal Santo

“Uccidete lo Zar!” Questo fu l’ordine ricevuto da una dozzina di soldati lettoni dai loro superiori bolscevichi. Una volta che la sparatoria ebbe inizio, non ci volle molto tempo per portare la dinastia dei Romanov, vecchia di tre secoli, al suo termine. Caricarono i corpi dell’ultimo Zar, Nicola II, sua moglie, cinque bambini e i suoi ultimi fedeli servitori su di un autocarro. Lo scaricare i loro resti sfigurati e smembrati in una buca scavata nella foresta, a circa 25 chilometri da Ekaterinburg, si dimostrò un compito difficile per quegli uomini. Ma per i nuovi governanti bolscevichi, la notte del 17-18 luglio 1918 avrebbe dovuto significare davvero la fine di quella storia. E non solo di Nicola II e della dinastia dei Romanov, ma pure dell’intero, bonario e patriarcale, sistema sociale russo, con gli Zar, i preti e i contadini.

Certamente la risposta del popolo russo non preoccupò i bolscevichi. Non gli fece mai temere che i loro nemici sarebbero risorti dalle tombe per perseguitarli. A Pietrogrado (come si chiamava nel 1918), Vladimir Kokovtsov, che aveva servito Nicola II e la Russia per oltre un decennio, come Ministro delle Finanze e come Presidente del Consiglio dei Ministri, ricordava una corsa fatta su di un tram nella vecchia capitale, il giorno successivo alla diffusione della notizia dell’esecuzione di Nicola II (all’inizio negarono che anche l’imperatrice e i figli fossero stati uccisi).
“Non si vedeva segno di lutto o dolore fra il popolo” raccontò. “La notizia della morte dello Zar fu letta ad alta voce con sorrisi, derisione e commenti volgari”.

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