Signorina Else

“‘Sei bellissima, avrei una gran voglia di farti la corte.’ ‘Paul, ti dispenso da questa fatica! Mi offri una sigaretta?’”

“Nei singoli uomini non si è verificata la benché minima trasformazione, non è accaduto altro se non che diverse inibizioni sono state spazzate via e che ogni specie di mascalzonate e furfanterie possono essere commesse oggi con un rischio relativamente minore, in ogni senso sia morale che materiale, di quanto non accadeva in passato. Inoltre si parla un po’ più di cibo e di denaro.” Così Arthur Schnitzler descriveva, nel 1924, la sua epoca, difendendo Signorina Else dalle critiche di coloro che la consideravano un’opera appartenente a un mondo “finito e sorpassato”. In realtà, la vicenda della giovane donna, ospite della zia nel Grand Hotel di San Martino di Castrozza, che per salvare il padre dalla rovina economica deve mostrarsi nuda a un vecchio conoscente, è quanto mai sintomatica della lotta della dignità umana contro il potere del denaro. Ma soprattutto, in questo monologo-delirio interiore, Schnitzler raggiunge i vertici della sua creazione artistica cadenzando, come in uno degli ultimi quartetti di Beethoven, il progressivo scivolamento dalla disperazione, al sonno, alla morte.

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di Arthur Schnitzler

Il libro dei motti e delle riflessioni (Narrativa)

Il libro dei motti e delle riflessioni (Narrativa) di

Tra il 1924 e il 1927 Schnitzler riordina con passione aforismi vecchi e nuovi in cui racchiude, con il gusto del frammento che caratterizza il suo pensiero, una visione del mondo e una poetica. Piace lo stile, la ricchezza dei temi, la varietà delle prese di posizione su problemi artistici, morali e religiosi, le relazioni tra i sessi, la società del tempo, giudicata da Schnitzler con rigone e...

Il ritorno di Casanova

Il ritorno di Casanova di

L'originalità dell'opera schnitzleriana consiste nello svolgimento dell'idea di solitudine, che coincide con la decadenza fisica e morale del personaggio di Casanova e diventa emblema, per lo scrittore, per i suoi colleghi austriaci e per tutti i suoi lettori, anche della grave crisi politica e bellica della prima guerra mondiale. Ecco dunque che l'autore, come per una sorta di rispecchiamento,...

Ricchezza (L'Isola)

Ricchezza (L'Isola) di

Una straordinaria vincita al gioco sconvolge la vita di un pittore mancato e, di lì a qualche anno, quella del figlio, a cui già arrideva un timido successo. La ricchezza infatti è per Schnitzler un miraggio inquietante, che svanisce non appena si è sul punto di afferrarlo e, insieme, un marchio indelebile che segna l’esistenza di chi vi aspira. Questo racconto, dallo stile teso e febbrile,...

La piccola commedia (L'Isola)

La piccola commedia (L'Isola) di

Non è un gioco per vincere il tedio. La vita gaudente di giovani viennesi, in ambienti eleganti ma senz’anima, conosce momenti di nostalgia. Allora si può sognare una condizione in cui tutto cambi e siano ancora possibili sentimenti puri e intensi. Così nasce la commedia di Josefine e Alfred. Lei reciterà la parte della ragazza di periferia che lavora, lui quella dell’artista povero. Ciascuno...

La signorina Else (Piccola biblioteca Adelphi)

La signorina Else (Piccola biblioteca Adelphi) di

Nell’opera di Schnitzler, "La signorina Else" è un’aria mirabile, che continua a suonare nell’orecchio di chi l’ha sentita anche una sola volta. Fin dalle prime battute, e poi sempre più trascinati sino alla fine, avvertiamo il battito tumultuante del sangue e delle parole che circolano nella testa di Else, l’adolescente «altera», vivida e appassionata. Incombe su di lei, sulle sue nervose...

La danzatrice greca e altre novelle

La danzatrice greca e altre novelle di

La danzatrice greca e altre novelle (Die griechische Tänzerin und andere Novellen) di Arthur Schnitzler, traduzione a cura di Marta de Maria.Arthur Schnitzler (1862 – 1931) è stato uno scrittore, drammaturgo e medico austriaco.È conosciuto soprattutto per aver messo a punto un artificio narrativo conosciuto come monologo interiore al quale fece spesso ricorso nelle sue opere per descrivere lo...