Il Parco Giochi: Scopri la tua vera natura

Cautamente, ho tastato in giro sul pavimento accanto a me. Sembravo stesa su una stuoia come quella in cui mi avevano scaraventata prima, ma non indossavo i polsini alle caviglie e non riuscivo a sentire nessuno nelle vicinanze. Mi sono avvicinata alla benda ed ho preso un respiro profondo, l'ho rimossa. Sbattei le palpebre contro la luce fioca, cercando di mettere a fuoco gli occhi che si erano abituati al buio e mi guardai intorno.
Ero in una piccola stanza senza arredi. Il pavimento era coperto da una specie di materassino imbottito e le pareti erano di cemento nudo. A lato vedevo un'apertura in un'alcova che conteneva un bagno e un lavandino e su una parete c'era una tv a schermo piatto. L'unica porta della stanza era una mostruosità metallica dall'aspetto solido con una patta scorrevole sul fondo e senza maniglia. Mi tirai in piedi e barcollai verso la porta. Ho tirato lo sportello, ma non si è mosso ed ho rinunciato quasi non appena avevo iniziato. Mi diressi verso l'alcova del bagno e mi servii del bagno, sentendomi assurdamente grata che mi avessero fornito tali sottigliezze. Il lavandino distribuiva solo acqua fredda e dopo aver bevuto un po’, cercai disperatamente di lavarmi con il piccolo strofinaccio fornito. Ben presto mi sentii rabbrividire e gocciolare, ma mi sentii marginalmente meglio.

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